SANGUINAMENTO TERAPEUTICO

Il salasso terapeutico, denominato in termini medici “flebotomia terapeutica” e in gergo popolare “salasso”, è una pratica che consiste nel prelevare sangue da un paziente allo scopo di curare o prevenire malattie. È stata una pratica frequente e molto diffusa fino alla fine del XIX secolo, basata su concezioni antiche, risultando in gran parte inefficace e dannosa.

Ciononostante, è stata una delle pratiche mediche più diffuse per oltre 2000 anni. In una tomba antica (circa 1500 a.C.) sono presenti illustrazioni che dimostrano l’uso delle sanguisughe per il salasso. Il metodo ha avuto un'ampia diffusione geografica, essendo stato utilizzato dai Mesopotamici, dagli Egizi, dai Greci, dai Maya, dagli Aztechi e nella medicina ayurvedica degli indiani. Gli antichi autori islamici raccomandavano questa pratica, mentre il Talmud ebraico suggeriva addirittura giorni specifici della settimana o del mese per il salasso.

La salasso terapeutico è diventato sempre più popolare fin dai tempi del medico greco Galeno, che era un seguace delle idee di Ippocrate secondo cui le malattie sono il risultato di uno squilibrio dei quattro umori (liquidi): il sangue, legato al fegato (che descrive il temperamento sanguigno); la bile nera, legata alla milza (che rappresenta il collerico); la bile gialla, legata alla cistifellea (che incarna il malinconico) e il flemma (espettorato) – legata ai polmoni (che simboleggia il flemmatico), teoria sintetizzata dagli antichi greci intorno al 400 a.C.; da qui deriva la teoria dei quattro temperamenti.

La salute (eucrasia) rappresenta l'equilibrio umorale, mentre la malattia (dyscrasia) ne rappresenta lo squilibrio.

Galeno forniva indicazioni precise sulla quantità di sangue da prelevare, a seconda dell’età del paziente, dei sintomi o persino delle condizioni meteorologiche. I barbieri-chirurghi europei, nel Medioevo e nel Rinascimento, praticavano il salasso terapeutico per una serie inimmaginabile di malattie. Lo stesso presidente George Washington si sottopose a tale “terapie” per un’infezione alla laringe, che sembra abbia accelerato la sua morte.

Il metodo del salasso continuò ad essere praticato anche nel XX secolo, ed era raccomandato persino dai medici (ad esempio, il canadese William Osler, nell'edizione del 1923 del suo manuale di medicina pratica).

Nella medicina convenzionale, il metodo della flebotomia terapeutica viene utilizzato molto raramente, solo come terapia aggiuntiva nei casi di policitemia grave associata a sindrome da iperviscosità o nelle malattie genetiche associate a sovraccarico di ferro. È stata spesso utilizzata nelle crisi ipertensive per abbassare la pressione arteriosa.

Nonostante il suo comprovato effetto negativo, paradossalmente, viene ancora utilizzata in diverse forme di medicina alternativa. I strumenti più comunemente utilizzati erano le lancette (coltelli sottili simili ai successivi bisturi), gli scarificatori (dispositivi dotati di molla e lame multiple con cui si praticavano incisioni nel tegumento) o le sanguisughe, vermi appartenenti al phylum degli Anellidi.

Tra tutte, le ultime citate meritano la nostra attenzione, poiché sono attualmente utilizzate in molte parti del mondo, laddove tale metodo (irudoterapia) non è vietato dalla legge. Queste vengono posizionate su diverse zone del corpo e succhiano il sangue, pungendo con i 250 dentini presenti nella cavità buccale, per un periodo compreso tra i 5 e i 30 minuti, o addirittura un’ora, finché non si riempiono e cadono, rilasciando l’hindrina che sembra mantenere la zona sterile e fluidificare il sangue, intensificando il metabolismo cellulare.

Sebbene, come dicevo, sia ancora utilizzata da vari naturopati o persino da medici, è comunque considerata una pratica ingannevole basata su superstizioni antiche e medievali e per nulla su prove scientifiche.

Se ti è piaciuto, condividilo con i tuoi amici:

Articoli simili