Informazioni sul tartaro e sulle procedure per la sua rimozione

Il tartaro è una struttura organica mineralizzata di colore giallo-marrone che si deposita sulla superficie dei denti e sulle superfici dure del cavo orale. Conosciuto comunemente come “pietra”, il tartaro è in realtà il risultato del processo di mineralizzazione della placca batterica.

I depositi di tartaro non risparmiano nessuno! Possono comparire nei bambini con i denti da latte, negli adolescenti, negli adulti e persino negli anziani che portano protesi dentarie.

Si forma su tutte le superfici dure del cavo orale, sui ponti, sulle otturazioni e sugli apparecchi ortodontici.

Il tartaro si forma generalmente nelle zone bagnate da un’abbondante quantità di saliva, ovvero sugli incisivi inferiori e sulle facce vestibolari dei denti laterali della mandibola superiore.

I denti inferiori sono più soggetti alla formazione di tartaro poiché la saliva prodotta dalle ghiandole sublinguali è più ricca di sali.

Il tartaro iniziale, non ancora completamente mineralizzato, ha una consistenza morbida, si rimuove abbastanza facilmente e presenta un colore bianco-giallastro. Man mano che si depositano sedimenti minerali, si calcifica e si pigmenta, assumendo un colore bruno-marrone.

Questo deposito mineralizzato si presenta in due forme cliniche: tartaro sopragengivale e tartaro subgengivale.

Cause che portano alla formazione del tartaro

La formazione dei depositi di tartaro è un processo complesso favorito da una scarsa igiene orale, dalla disposizione dei denti, dalla presenza di carie interdentali, dalle caratteristiche della saliva e dall’abitudine al fumo. Esistono tuttavia anche numerose patologie che determinano la formazione di questo antiestetico tartaro, tra cui l’asma bronchiale e la fibrosi cistica.

Una pulizia accurata dei denti dopo ogni pasto mediante lo spazzolino è un’operazione che rimuove la placca batterica e riduce il rischio di formazione del tartaro.

L'uso quotidiano di collutorio e filo interdentale nell'igiene orale quotidiana sono ulteriori elementi che contribuiscono a mantenere una buona igiene orale e riducono notevolmente il rischio di formazione del tartaro. Inoltre, il consumo di alimenti antiossidanti ricchi di sostanze con effetto batteriostatico favorisce il mantenimento di una buona salute del cavo orale.

Va sottolineato che queste misure non sono sufficienti per combattere il tartaro, poiché si tratta di una formazione organica soggetta a modifiche permanenti. La rimozione completa di questo inestetico deposito dalla cavità orale può essere effettuata solo negli studi dentistici mediante procedure specifiche.

L'operazione di rimozione della placca mineralizzata dalle superfici dure del cavo orale è nota con il nome di detartraggio.

La detartrasi: un trattamento efficace per la rimozione del tartaro

La rimozione del tartaro nei centri specializzati è un’operazione che deve essere effettuata periodicamente; in caso contrario, i depositi di placca mineralizzata compromettono la struttura gengivale e ossea e possono causare la formazione di carie dentali, portando nei casi più gravi persino all’insorgenza di patologie parodontali.

La detartrasi è una procedura semplice e non invasiva che consente di rimuovere la placca batterica mineralizzata. Al termine di questa operazione, i denti risultano lisci e le superfici dure vengono levigate e pulite. Questa procedura può essere eseguita manualmente o meccanicamente.

La detartrasi manuale è indicata per la rimozione del tartaro sottogengivale; si tratta di un metodo preciso che elimina efficacemente i depositi minerali dagli spazi interdentali. In questo processo vengono utilizzati strumenti specifici, che agiscono sotto la pressione esercitata dal medico specialista, il che può causare un certo disagio.

La rimozione manuale del tartaro può causare sanguinamento delle gengive, ma si tratta di un effetto normale che non deve destare preoccupazione.

La detartrasi meccanica ad ultrasuoni è un metodo sempre più utilizzato dai medici specialisti. È meno invasivo rispetto al metodo meccanico e non provoca sensazioni spiacevoli. La detartrasi a ultrasuoni prevede l’uso di dispositivi che generano vibrazioni meccaniche a frequenze molto elevate, impercettibili per l’organismo umano. Queste vibrazioni frantumano e frammentano il tartaro dentale, mentre i dispositivi con un potente getto d’acqua rimuovono le formazioni mineralizzate staccatesi, lasciando i denti puliti.

Il trattamento a ultrasuoni per la rimozione del tartaro non danneggia la polpa dentale e provoca un minore trauma alle gengive e agli altri tessuti molli del cavo orale. La detartrasi effettuata in questo modo è più delicata e ha effetti lenitivi.

La detartrasi meccanica a ultrasuoni è un metodo altamente specializzato per la rimozione del tartaro, che prevede l’eliminazione della placca batterica mineralizzata mediante un potente getto d’aria. Questo metodo è più delicato rispetto a quelli menzionati in precedenza, ma è anche meno efficace. Per ottenere buoni risultati, questa procedura deve essere integrata dalla detartrasi manuale.

In conclusione, la detartrasi è l'unico metodo efficace per rimuovere la placca batterica mineralizzata. Si tratta di un intervento che deve essere eseguito da un medico specialista e che va effettuato almeno ogni sei mesi per mantenere una buona salute orale.

La detartrasi precede gli interventi chirurgici complessi, le estrazioni dentarie e gli interventi di inserimento di impianti.

Per ridurre al minimo il rischio di infezione, è importante che i pazienti sottoposti a questo trattamento godano di perfetta salute; la detartrasi non deve essere eseguita quando i pazienti soffrono di malattie contagiose o disturbi stagionali.

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